Peter Pan visto con gli occhi di una (quasi) adulta!

La sera del 5 gennaio Raiuno ha trasmesso Peter Pan.

Sono sincera, non l’avevo mai visto. O meglio: conosco la storia, guardavo il cartone animato, ma il film vero, a parte qualche spezzone, non l’avevo mai visto.

Quindi ho provveduto. Non avendolo però mai filtrato con gli occhi sognanti di una bambina (come è successo per tutti gli altri cartoni della mia infanzia), quella sera, complice forse anche tutto il cibo ingurgitato durante le feste, l’ho visto con occhi…adulti. E ci ho visto un ammasso di personaggi che, nel mondo reale, ho direttamente o indirettamente conosciuto, e un teatro di gelosie ataviche che da sempre popolano il mondo e le relazioni!

Ecco chi, nell’ordine, ho riconosciuto:

Peter Pan: Lui

Da qui deriva la denominazione di quella categoria di uomini che, almeno una volta nella vita, ognuna di noi ha conosciuto: “l’eterno Peter Pan“.

Nel cartone è esattamente come quelli che esistono nella vita reale. Nell’isola che c’è, anzi nella penisola che c’è, la nostra, il maschio italiano è spesso così.

Carino, ma non troppo. Sfuggevole. Un po’ sbandato e, soprattutto, sbadato. Nel cartone dimentica la sua ombra. Nella vita reale si dimentica le date dei compleanni, degli anniversari, matrimoni, battesimi, cresime, comunioni, feste varie.

Nel cartone non vuole crescere. Nella vita reale non vuole impegnarsi. L’isola che non c’è è il suo mondo, fatto di storielle, mamma che gli rifà il letto, serate con gli amici.

 

Wendy: Tu

Wendy, manco a dirlo, sei tu.

Carina. Gentile. Sognatrice.

Sei giovane e ti piacciono le sfide. La sfida che vuoi vincere è la seguente: “Lui cambierà per me”. Lui lascerà l’isola, si trasferirà a casa mia con me, i miei e i miei fratelli, e cresceremo tutti insieme.

Nel frattempo però, vuoi dimostrargli che anche tu ami la libertà, il rischio, la vita avventurosa. E così spicchi il volo e fingi di essere una persona che non sei.

Salvo poi, alla fine, rinsavire, pentirtene e tornare a casa.

 

Agenore: tuo padre

Fa il duro. Fa il burbero. Fa quello che deve farsi rispettare a tutti i costi.

In realtà vuole solo proteggerti.

Tu dici che Peter Pan, il ragazzo che sta alla finestra e che TU cambierai, esiste. Lui ti dice di no. E tu gli dai del cattivo.

Ma in realtà ha ragione. I papà hanno quasi sempre ragione.

Ma quando mai noi figlie, nel cartone e nella realtà, gli diamo ascolto? 😉

 

Trilly: la stronza

Bionda. Fisico perfetto che esibisce con un completino inguinale. Sbatte le ciglia (e le ali), per ottenere qualsiasi cosa voglia. E quando non la ottiene fa i capricci in modo che lui le corra dietro scusandosi.

Gli ronza intorno di continuo. Come se lui fosse roba sua. Come se lei avesse dei diritti su di lui che tu non hai perché…non puoi capire il loro rapporto.

Gli si appiccica come un chewing-gum su un sedile di un autobus.

Ti fa i dispetti. E appena può parla male di te alle tue spalle. Accoccolandosi, però, sulle sue.

Ditemi che non avete mai conosciuto, o sentito parlare di una così.

Può essere la sua ex, una sua amica, la sua migliore amica innamorata da tutta la vita o una guastafeste qualsiasi. Insomma, datele voi il ruolo che ha avuto. Ma Trilly, in Peter Pan, e nella vostra vita, è, ufficialmente, la stronza 😉

 

Le sirene: le altre spasimanti

Dette anche: “le sciacquette che gli ronzano costantemente attorno”. E gli ronzano attorno, manco a dirlo, semi-nude.

Infatti nel film sbavano ai piedi di Peter Pan nude. E non venitemi a dire che è perché sono sirene. Anche Ariel è una sirena, però si mette un reggiseno un filino contenitivo. Queste sono nude! Hanno praticamente i copri capezzoli che si comprano al sexy shop!

Lui, manco a dirlo, di fronte a cotanta ocaggine, letteralmente…ci sguazza.

Perché sa che, ognuna di loro, venderebbe anche la pinna al mercato del pesce del mercoledì mattina pur di portarselo…nel letto del fiume.

Così, quando ti vedono, la gelosia le acceca e decidono…di affogarti!

 

Giglio Tigrato: l’altra

Se non bastassero tutte le altre ci si mette in mezzo anche quella che lui, fatalità, ha salvato.

Magari nella vita reale gli è stato vicino una serata in cui lei era giù, o le ha semplicemente offerto una birra, giusto così, per stare in compagnia.

Fatto sta che adesso, con la scusa della riconoscenza, del “devo stargli sempre vicino come lui ha fatto con me”gli ronza intorno in ogni dove.

Non solo. Gli organizza feste a sorpresa e, a differenza tua, ha pure il benestare del padre!

 

I bimbi sperduti: i suoi amici

I bimbi sperduti, nella realtà, sono i suoi amici, la sua compagnia.

Rigorosamente maschi. Rigorosamente single. Perché lui li ha trascinati, con la forza, nell’isola della singletudine coatta.

Promettendo loro, nell’ordine: libertà, festini, donne facili! 😀

Per loro impegnarsi è esattamente come farsi adottare. Un continuo di regole e divieti al quale preferiscono quella che loro definiscono…”libertà”. Al diavolo le adozioni internazionali. Meglio l’orfanotrofio!

Età anagrafica: 26-30.

Età cerebrale: 5! E infatti il tipo con la tutina a coniglio, sopra a sinistra, ha solo i due denti davanti. Come i neonati!

 

La ciurma dei pirati: i tuoi amici

In questo momento fanno la parte dei cattivi. Ma in realtà vogliono solo metterti in guardia da lui.

Perché sanno che non fa per te.

Ma tu, attratta da quell’affascinante fanciullo libertino tutto voli e fantasia, ovviamente, non riesci ad essere obiettiva, e chiunque dei tuoi amici dica qualcosa contro di lui viene all’istante etichettato come il Capitan Uncino di turno.

In fondo…perché ascoltarli? Che ne sanno loro?

Che ne sa l’ubriacone della tua compagnia delle storie d’amore in cui gli opposti si attraggono, in cui lei cambia lui e gli insegna ad amare???

Fortunatamente, mie care, quella dell’attrazione verso il Peter Pan è solo una fase passeggera.

Con il tempo, infatti, ognuna di noi si rende conto che in giro c’è molto meglio di uno che perde l’ombra a casa tua. E mentre lui rimane un bambino tu hai spiegato le vele. Quelle della felicità.

Con qualcun altro ovviamente 😉

Ma attenzione, perché a volte, i Peter Pan, ritornano. Pensando che, con la scusa che lui non cresce, non siate cresciute neanche voi. E a quel punto è rigoroso un bel:

“Carissimo… torna da dove sei (o da dove NON sei) venuto. Torna dalle centinaia di sciacquette che per poco non mi hanno affogata.

Wendyna tua adesso è grande e c’ha una famiglia a cui pensare. Tiè” 😀

 

Hanno partecipato, in ordine di apparizione:

Il tuo ex, nel ruolo di: Peter Pan

Tu, nel ruolo di: Wendy

Tuo padre, nel ruolo di: Agenore

La sua ex, nel ruolo di: Trilly

Le spasimanti storiche, nel ruolo delle: sirene

La nuova spasimante, nel ruolo di: Giglio Tigrato

La sua compagnia, nel ruolo de: I Bimbi sperduti

La tua compagnia, nel ruolo de: La ciurma dei Pirati

Il tuo amico fattone, nel ruolo di: Spugna

Il tuo amico che segretamente ti ha sempre amata, nel ruolo di: Capitan Uncino 😉

 

 

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9 pensieri su “Peter Pan visto con gli occhi di una (quasi) adulta!

  1. Sei stra maledettamente simpatica! E adoro ogni cosa che scrivi, ma soprattutto… invidio la costanza che hai nel non abbandonare mai il tuo blog e a non cadere nella banalità! Sono anni che ti seguo e ogni tanto quando sento il bisogno di farmi una risata vengo a controllare se ci sono nuovi post:-) continua così! Baci

  2. Peter Pan è la mia fiaba preferita, e di conseguenza adoro anche il film della Disney… Ma questo post mi ha fatto scompisciare per la simpatia con cui è scritto (come sempre!) e mi ha fatto riflettere per l’accuratezza da cecchino di ogni paragone. 😉 Brava!

    • Fiuuuu…
      mi fai tirare un sospiro di sollievo, perché non essendo la mia fiaba preferita, e non avendola guardata e riguardata mille volte (come gli altri cartoni Disney), pensavo di avere toppato su qualche personaggio!!!
      Baci cara 🙂

      • ahahah! Vai tranquilla! Si sa che il povero Capitan Uncino in fondo è il vero buono della storia. Per quanto ami Peter Pan, bisogna ammettere che è un’ingiustizia: questo gli taglia la mano e la dà in pasto ad un coccodrillo, e quando Uncino si incazza e cerca vendetta, il bastardo è lui?? Eddai!

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