UNA, NESSUNA E CENTOMILA CENERENTOLE

A marzo mi stavo preparando per un colloquio di lavoro. Mentre me ne stavo davanti all’armadio pronta a passarci come minimo un’ora a metà tra odio e contemplazione, pensavo a come stupire colei o colui che mi sarei trovata di fronte.

Se vi interessa ho trovato una “Stronza”che prima era tutta 1000 sorrisi, e poi, già dal primo giorno (probabilmente causa astinenza perenne), ha iniziato a trattarmi come se io fossi la Cenerentola di turno. Ovviamente mica io sono rimasta lì in balia di una Matrigna a spazzare il pavimento e dare la pappa a Lucifero. Me la sono filata. Nonostante ad aspettarmi ci fosse un’ora di mezzi pubblici e non una carrozza di cavalli, me la sono data letteralmente a gambe, tenendo le mie scarpe da ginnastica ben salde in modo da non dover rivedere la Matrigna a casa mia a farmi la prova scarpetta.

Questa però è un’altra storia.

Pensavo, di fronte a quell’armadio, a come fare una buona impressione. Pensavo anche, però, che quella non era certo la prima volta che dovevo sforzarmi per piacere a qualcuno, e sapevo perfettamente che non sarebbe stata nemmeno l’ultima.

Tutto ha inizio quando siamo piccoli. Dobbiamo far colpo sui nostri genitori se vogliamo guadagnarci la loro fiducia. Così, se a 8 anni dimostreremo di essere una signorina grande che non dà retta agli sconosciuti, a 18 dovremmo dimostrare di non dare retta non solo agli sconosciuti (quello rimane d’obbligo), ma anche a: fumo, alcolici, ragazzi tatuati o con piercing vari, discoteche, distrazioni dallo studio, e chi più ne ha più ne metta. In ogni caso è necessario far colpo su di loro…se vogliamo che ci lascino casa libera.

La casa libera ci serve per…fare lunghissime conversazioni con lui. Lui che crediamo sarà il nostro principe e invece non assomiglia manco a un Ciambellano di corte 😉

Ma ora che ci penso, anche questa è un’altra storia. A lui però dobbiamo mostrare il meglio. Così, almeno durante le prime uscite, ci ritroviamo a plasmare il nostro carattere nel modo più naturale possibile, diventando quel giusto compromesso tra “stronzaggine” e “dolcezza”, mostrandoci presenti ma contemporaneamente un po’distaccate, anche se poi, ogni volta che lo vediamo, diventiamo marshmallows viventi e vorremmo solo essere smangiucchiate tutte 😉

E se lui dovesse miracolosamente sopravvivere ai nostri istinti cannibali e decidesse di presentarci ai suoi? Lì sì che dovremmo diventare un’altra. Carina, intelligente, buona, possibilmente laureanda in lettere classiche con tesi su Virgilio (quando in realtà abbiamo la licenza media e ne andiamo fierissime) e particolarmente avvezza alle faccende domestiche.

Non mostrate la Brooke Logan che è in voi. La Stephanie Forrester della situazione vi sta già processando.

Ma come non parlare della scuola. Dalla prima elementare dobbiamo fare colpo sulle maestre. Oh non crederete mica alla favoletta che sono tutte imparziali. Hanno delle preferenze assurde. E noi dobbiamo tentare a tutti i costi di entrare a far parte di quella cerchia di eletti che fanno “Cocco” di nome e “Della Prof” di cognome. Così tentiamo di studiacchiare il più possibile, o, se preferite, di scopiazzare il meglio possibile, di guardarla negli occhi attentamente mentre spiega e farle un sorrisetto malizioso, masticando la penna come se fossimo teneramente attaccati ad un seno materno. Lei, gasatissima, crederà che la stiamo ascoltando, ma in realtà nella nostra testa si alternano viaggi astronomici di balle di fieno e qualche pensiero del tipo: “Ma mia madre, per pranzo, cazzo mi prepara oggi?”

All’università diventa un po’diverso, ma quell’aria da bravo ragazzo non la dobbiamo perdere mai. Se siamo ragazze invece rimane un dubbio: “Come fare colpo?” Con bottoni della camicetta che ops…ma guarda…mi si sono aperti tutti. Ufff, che caldo prof. O piuttosto con un atteggiamento da monaca tutta casa-chiesa-università e qualche vespro mattutino?

Dopo finalmente ci laureiamo, ma anche lì, la scelta del vestito diventa essenziale, e pure le presenze. Una delle mie migliori amiche si è laureata ieri ed è convinta che il punto di bonus sia merito della sua nipotina, un angelo che ha incantato i prof. Insomma anche lì: “Chi invito per fare colpo?”

Poi arriva il colloquio di lavoro. E ci ritroviamo imbambolate davanti all’armadio. Se ci prendono però bisogna guadagnarsi la simpatia dei colleghi: quello giovane con cui magari qualche parolaccia fa figo, e quello vecchio che ci vuole formali e aulici.

Che palle! Io sono stufa di tutte queste accondiscendenze un filino false.

Però, un uomo molto ma molto più in gamba di me, un giorno ha detto (o meglio scritto), che a seconda delle situazioni siamo uno, nessuno e centomila. Ecco, io sono centomila Cenerentole 😉

O ci vedo doppio? 😀

 

 

 

 

Annunci

4 pensieri su “UNA, NESSUNA E CENTOMILA CENERENTOLE

  1. Spirito di adattamento?!
    A seconda della situazione in cui ci si ritrova lasciamo trasparire alcuni aspetti del nostro essere e cerchiamo di occultarne altri. Non è un essere falsi perchè son tutti aspetti che fanno parte di noi. Semplicemente ci auto-filtriamo, secondo me.

  2. Ciaooooo! Mi è piaciuto un sacco il tuo post, forse perchè mi ci rivedo! Sono arrivata però alla conclusione che va bene essere tante Cenerentole, se è una nostra decisione e aiuta i nostri scopi, ma non per compiacere gli altri. la biodiversità è naturale…. 🙂

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...