Ehm…no grazie, diamo un’occhiata ;)

Prima di tutto ci tengo a fare una precisazione. Anche io ho fatto la commessa nella mia vita, precisamente in una profumeria. Ed è stata un’esperienza esaltante. Ciò però non mi esula dal parlare “male” di quelle che per un po’ ho avuto l’onore di definire colleghe: le commesse.

Non è che le odio, anzi; è che rappresentano un clichè di situazioni tragicomiche con cui tutte noi, molto spesso, ci ritroviamo ad avere a che fare.

Prendiamo un pomeriggio qualunque. Niente lavoro, niente fidanzati di mezzo, ma solo qualche amica e un giro in centro: piazza, caffè, aperitivo e…negozi. Per pomeriggio qualunque non intendo una giornata di shopping, ma proprio un pomeriggio qualsiasi in cui siete senza spiccioli. Niente acquisti quindi; il capo vi ha dato la giornata libera all’ultimo e non vi siete organizzate, le amiche convocate poche ore prima neppure. Nonostante tutto, i manichini delle vetrine prendono vita e vi fanno educatamente cenno di entrate (“I love shopping” docet). Voi, ovviamente, non resistete ed entrate, complice l’aria condizionata se è estate e il riscaldamento al massimo se è inverno.

Non appena il manichino riprende la sua posizione originaria spingete la porta.

Ah, ne approfitto per spronarvi a fare attenzione alla differenza (apparentemente sottilissima) tra la scritta spingere/tirare. Io non ci azzecco mai e faccio delle gran figuracce, appiccicando la guancia alla porta prima di capire che tirare ha un altro significato.

Una volta capita la differenza avete messo il primo piede all’interno del negozio ed eccola: sorriso durbans 36 denti stampato in faccia, sguardo illuminato, portamento snello, agilissimo, un incredibile voglia di vivere che non si sa da dove le venga e due occhi da falco. Vi aveva già viste dalla vetrina. È lei che ha manovrato i manichini dall’interno con un pulsante apposito, ed è lei che, appena entrate vi guarda, appoggia le mani sulle ginocchia, si inchina un po’ su se stessa e vi sussurra:

“Avete bisogno?”

Tu e le tue amiche, senza un centesimo in tasca, le darete una risposta all’unisono che ormai è un must:

“Ehm…no grazie, diamo un’occhiata”.

Se la commessa in questione fa parte della categoria “mi arrendo facilmente”, se ne andrà subito, altrimenti rimedierà alla risposta con la seguente affermazione:

“Ok ragazze, se avete bisogno chiedete pure”.

 Pericolo scampato? Solo apparentemente, perché l’avvoltoio è sempre in agguato.

Abbassata la soglia di difesa si comincia a questo punto ad esplorare il negozio, e, solitamente, si finisce di fronte al capo dei propri sogni. Ignare del pericolo ci si rivolge così all’amica dicendo qualcosa tipo:”Guarda che meraviglia”. L’avvoltoio capta questo messaggio e ti coglie di sorpresa. Si riavvicina a te e ti sussurra con il tono fiero di chi si è trovato al posto giusto al momento giusto: “Bello vero? Se vuoi provalo pure, senza impegno.”

“Ma che discorso è senza impegno. È ovvio, non ho un centesimo in tasca”- pensi, ma a lei ti rivolgi con maggior garbo: “Be magari la prossima volta, ora non ho nemmeno soldi”.

L’avvoltoio però non demorde, e a questo punto diventa una sfida tra te e lei, che ti dice:

“Ah, provare non costa nulla”.

“Ma fottiti basta ti ho detto che non ho voglia”. Questa però è la battuta al quale io cerco di non arrivare mai 😉

Se siete proprio sfortunate la commessa fa parte della categoria “rimasuglio di prove di chirurgia plastica andate a male”, ed è una over 50 vestita con gli abiti rigorosamente del suo negozio che fa di tutto per sembrare una under 20. La finta “ragazzina”, nel 99% dei casi affiancherà ad ogni domanda qualche appellativo come: amore, tesoro, stella, gioia. Scusate ma io e quelle che ti dicono:“Tieni amore/tesoro/stella/gioia provalo pure” non siamo mai andate d’accordo a lungo.

A questo punto solo un consiglio. Nel momento stesso in cui il manichino prende vita e voi entrate, badate bene alla disposizione. Se la cassa è subito attaccata all’entrata l’avvoltoio arriverà in un nanosecondo e non avrete scampo.

Se invece il negozio è strutturato in lunghe file, avete qualche possibilità di ritardare il fatidico incontro.

O altrimenti c’è un’altra soluzione. Entrate fingendo di voler far shopping a tutti i costi e di non trovare la taglia. Chiamatela disperatamente perché stavolta sì che avete bisogno. State certe che l’avvoltoio non arriverà.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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3 pensieri su “Ehm…no grazie, diamo un’occhiata ;)

  1. Ormai sono diventata un habitué del tuo blog. 😀
    Ma tra le tipologie di commesse te ne sei dimenticata una molto imporante! LEI. La commessa che ti punta, ti fa un’intera radiografia che va dalle unghie con lo smalto sbeccato alla sciarpa storta, passando velocemente a scrutare la marca delle tue scarpe. LEI che appena vede che non abbiamo nessuna intenzione di comprare un accidenti di niente (come al solito del resto) alza il sopracciglio all’inverosimile. Quel maledetto sopracciglio disegnato che lascia intendere un “OhmmmmmioDioquestaèunapezzentecosaèentrataafarequiiii.”
    Io ovviamente sfoggio un sorriso a 32 denti e continuo imperterrita nel mio pellegrinaggio nel negozio. Ovviamente non provo niente perché non ho mai voglia di spogliarmi in quei camerini che, diciamocelo, sono un vero strumento di tortura. Perché non mettono mai degli appendini? Dove me li metto io i vestiti, EH?
    Secondo loro dovrei avvolgermi i jeans intorno alla testa, tenere la maglietta tra i denti e appendermi al collo la borsa. Ormai i camerini sono diventati come i bagni: bisogna portarsi sempre l’amica dietro. Invece di urlare: “hai dei fazzolettiniii?” ci limitiamo a dire “Sii sincera. Mi fa il culo basso, vero?”
    Ovviamente non lo chiedo mai alla commessa. Tanto lei dirà sempre e comunque: “Scheeeeeerzi? Sei un amore!”
    E se è vero che le bugie hanno le gambe corte, in questo caso sono dotate anche di sorriso smagliante, cartellino col nome e divisa perfettamente stirata!

    • Hai assolutamente ragione, ho dimenticato una categoria importantissima!!La tua descrizione poi mi ricorda molto la commessa stronza che, nella scena di “Pretty Woman”, manda via Julia Roberts. Che poi rientra infighettata alla grande e con fare snob non compra nulla..:)

      • Anche io rientro e non compro nulla. Ma non perché me la voglio tirare! Semplicemente Richard Gere non è apparso all’orizzonte e io sono più povera di prima.. D:

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